Gaudium

La gioia come atto creativo di resistenza

giòia1 s. f. [dal fr. ant. joie, che è il lat. gaudia, plur. di gaudium: v. gaudio]

Invitata a presentare le sue creazioni nel prestigioso complesso di Santo Spirito in Sassia, a Roma, ospite della Roma Jewelry Week Domitilla Funghini porta in passerella una riflessione intima e personale sulla gioia: non come euforia rumorosa, ma come emozione sottile, radicata nella bellezza delle cose spogliate dal superfluo. Il lavoro di Sottrazioni si fonda infatti sul togliere, sull’ascolto della materia e delle sue possibilità espressive più pure. In questo contesto, GAUDIUM diventa un’esperienza quasi contemplativa: è la gioia di un dettaglio imperfetto lasciato a vista, della luce che accarezza una piega, di un corpo che si muove libero, senza costrizioni.

La bellezza continua a vivere anche se il mondo sembra dimenticarla: è proprio quando tutto intorno brucia che ci si accorge dell'importanza delle piccole cose. Di una gioia fatta di piccoli gesti creativi, di piccoli atti di gentilezza e cura, una gioia che non fa rumore. Nasce tra le mani che cuciono, nei fili che si intrecciano come pensieri gentili.

È una gioia ostinata, che vive nei dettagli: un bottone spaiato, una cucitura che diventa carezza, un colore che esplode all’improvviso come un sorriso, la luce che modella una piega, un corpo che si muove libero, senza costrizioni.

Non un GAUDIUM urlato, non un tripudio barocco: quanto una gioia sottratta al superfluo, una felicità

essenziale, un'eleganza non sfacciata che nasce quando togli, lasciando che il tessuto parli da solo. Per quello che è: velluti, sete, gessati, neri laminati, plissè, jeans, jaquard, cappotti e giacche con applicazioni, capi dalle linee semplici e dai volumi sartoriali resi preziosi da inserti di pizzo antico, paillettes, interventi pittorici a cura di Maria Grazia Moretti. Una filosofia creativa che abbraccia l'imperfezione e la trasformazione, una bellezza che resiste, un'anima che viene raccontata attraverso abiti che la fanno sentire bene, a suo agio.

Perché la gioia, quella vera, non si impone: si crea. Ogni giorno, con pazienza e maestria artigiana. Ogni abito è un gesto d’amore, un atto di speranza cucito a mano, una piccola rivoluzione silenziosa.

Un ringraziamento speciale a Monica Cecchini, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile.

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